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Il Custom Shop di Lefty.it non si ferma mai... dopo una lunga gestazione è entrato nella fase realizzativa il progetto che ha come base la Fender Duo Sonic II, ovvero una Mustang con ponte fisso. Il wiring originale di questo strumento è molto semplice e molto intuitivo. Ho voluto aggiungere a questo alcuni suoni in più, senza perderne.


Un utente abbastanza attivo della comunità mancina italiana sui social, qualche giorno fa, ha pubblicato un annuncio per cercare di vendere uno dei suoi ultimi acquisti. Una chitarra di plastica coi led all'interno del corpo e della tastiera.

Lasciando perdere il fatto (non proprio trascurabile invero) che secondo me quella chitarra non dovrebbe essere vendibile in quanto palesemente contraffatta (riporta il logo Ibanez sulla paletta pur non essendolo), è entrata di diritto nella mia Top 10 delle chitarre più brutte e di cattivo gusto che abbia mai visto.


s l1600 7Sfogliare per la prima volta il nuovo catalogo dei prodotti Fender nel 1971 (QUI potete sfogliarlo anche voi) per un negoziante di strumenti musicali deve essere stata una sorpresa... appena aperto, già a pagina 2, capeggiava la nuovissima Telecaster Deluxe, la nuova chitarra di punta della famiglia. Il negoziante deve aver strabuzzato gli occhi ed essersi domandato se fosse uno scherzo o se stesse sognando: si trattava di una chitarra Fender con due Humbucker. Le mascherine cromate dei pickup riportavano il logo Fender inciso, come a dire "no, non è un errore. E' davvero un prodotto Fender".


Unknown 101[Altra recensione con immagini di repertorio. Sorry]

Capita spesso che mi vengano proposti strumenti da migliorare o richieste su cosa fare 'pimpare' il proprio strumento. Spesso mi viene chiesto di eseguire queste modifiche su strumenti Squier o Epiphone. Se per il secondo marchio so di poter contare, almeno nella maggioranza dei casi, su una buona base che regala ampi margini di miglioramento, per la sottomarca di casa Fender ogni intervento è un po' un balzo nel buio. Ogni strumento fa storia a sè e non sempre si può sapere a priori cosa capiterà in mano. 

Se con strumenti della serie "Classic Vibe" hai una discreta garanzia di trovarti un'ottima base, spesso migliore rispetto alle messicane di casa Fender, con le altre serie la sorpresa è sempre dietro l'angolo. Sorpresa sia in positivo che in negativo. Ho avuto in mano delle Squier impossibili da suonare, con manici indegni, come strumenti ottimi. 


Fender Stratocaster 70s reissue made in Japan

Le stratocaster mancine, forse l’unico modello su cui abbiamo quasi libertà di scelta;questa è la prima recensione di tante, essendo storicamente il mio strumento più utilizzato.

 

Oggi parliamo della tanto ricercata e famosa serie E (1984-1987) che, vuoi per la rinomata produzione giapponese, vuoi per la concomitanza con il peggior periodo storico (in termini qualitativi) di Fender USA, risultano quasi mitologiche.

 


Oggi parliamo della chitarra a mio avviso più sexy che il mercato ci offre:

La Gibson ES-335 cherry dot inlays.

 

Sono stato un felicissimo possessore di questa splendida chitarra, che ahimè ho dovuto poi vendere per finanziare gli studi, in un periodo in cui, in assenza di una band, risultava come un Harley (non Benton) in garage; uno spreco.

O almeno è ciò che mi racconto, a distanza di anni, mentre cerco di non mangiarmi le mani per non averla più nel mio arsenale.

La chitarra la conosciamo tutti, suono super bilanciato ma di personalità, responsiva al tocco, cattiva, dolce, sporca, pulita, ci si fa veramente tutto.

La mia, di cui vedete le foto mentre scorrete nella lettura, era una cherry, con tanto di documentazione e custodia originale. Dalla custodia qualcuno sarà sicuramente risalito alla decade: parliamo di una 90’s, del 1997 per la precisione.

 


Il circuito della Gibson Les Paul, dalla sua progettazione a oggi, è rimasto fondamentalmente inalterato. Sono cambiati i valori dei potenziometri con l'introduzione degli Humbucker in luogo dei P90, in alcune edizioni sono cambiati i valori dei condensatori, ma fondamentalmente il circuito è rimasto quello pensato dal buon Les all'inizio degli anni cinquanta.


disclaimer: da (mettete insulto di vostro gradimento), nella fretta non ho fatto fotografie. Ergo, per questa recensione, userò foto di repertorio prese principalmente da due annunci (questo e questo). Sorry

Un amico di Lefty.it doveva passare da me per delle modifiche alla circuitazione di un suo strumento. Oltre al giocattolo che necessitava di pickup nuovi mi ha portato il pezzo forte della sua collezione, ovvero una Fender American Vintage 52 Telecaster mancina del 2012. 


Da sempre uno dei nei principali degli strumenti mancini è la circuitazione.

Chiunque di noi è abituato ad avere strumenti che rispondono male a movimenti dei potenziometri, a sentire per gran parte della corsa lo strumento non rispondere, salvo negli ultimi gradi, dove risponde anche eccessivamente alle sollecitazioni del pot, impedendo grande precisione nella scelta del suono (sempre che qualcuno lo faccia... personalmente so di essere uno dei pochi che non tiene tutti i pots completamente aperti sempre). Un comportamento dello strumento fastidioso e poco utile.


Cercavo una chitarra acustica comoda, di qualità decente, da affiancare alle mie chitarre elettriche e sostituire la vecchia Zerosette di inizio anni settanta che da sempre uso come acustica da portare in giro. Le idee su cosa volessi erano abbastanza chiare: Non volevo spendere cifre enormi (rimango di preferenza un chitarrista elettrico), volevo uno strumento comodo, a scala corta, meglio se anche a cassa piccola, leggero e magari amplificato. Ovviamente, ca va sans dire, doveva essere mancina.

Prese queste specifiche, mi ero orientato sulla Martin Ed Sheeran Signature, che raccoglieva tutte queste caratteristiche. Ero già orientato all'acquisto, fino a quando parlando con Luca (mio socio nel progetto Lefty), mi consiglia la LXK2.


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