Log in

LOGIN_TO_YOUR_ACCOUNT

MOD_BT_LOGIN_USERNAME
MOD_BT_LOGIN_PASSWORD
BT_REMEMBER_ME
 

ifusion tv52 001La iFusion Tributer TV52 era uno dei modelli di punta di iFusion, marchio creato da un negozio inglese, The Guitar Emporium. Come fece anni fa Thomann in Germania, anche i ragazzi di TGE hanno provato la via della creazione di un proprio brand da declinare verso un bacino di utenza 'on the budget'. La particolarità di questo negozio fu quella di puntare su strumenti mancini e quindi di creare un'offerta di strumenti semplice, ma specificatamente mancina. Qualche strumento destro disponibile, ma soprattutto chitarre mancine. Una cosa meritoria che però evidentemente non ha pagato, vista la decisione di chiudere maturata nel 2018 e di interrompere l'esperienza.


1985 born usa 2392702kAcquistando una chitarra usata, mi sono ritrovato questo set di pickup montato su essa.

La curiosità di provare questo set ammetto che era presente, se non altro perché con esso Bruce Springsteen ci ha scritto pagine importanti della sua carriera. Questa è una famiglia molto particolare di pickup progettata da Seymour Duncan. E' stata pensata per porsi, nella gamma Duncan, come i pickup con l'output maggiore tra quelli AlNiCo. Per output ancora maggiori, si deve andare su altri tipi di magneti (ceramico o neodimio). 

Per ottenere questo il buon Duncan ha letteralmente iperavvolto i suoi pickup, portandoli all'estremo. Se per esembio un pickup degli anni sessanta per Telecaster come set point di riferimento per la DC resistance ha un valore di circa 6.4 kOhm per il ponte, qui siamo attorno ai 17 kOhm!!! Si punta quasi al triplo!


Un utente abbastanza attivo della comunità mancina italiana sui social, qualche giorno fa, ha pubblicato un annuncio per cercare di vendere uno dei suoi ultimi acquisti. Una chitarra di plastica coi led all'interno del corpo e della tastiera.

Lasciando perdere il fatto (non proprio trascurabile invero) che secondo me quella chitarra non dovrebbe essere vendibile in quanto palesemente contraffatta (riporta il logo Ibanez sulla paletta pur non essendolo), è entrata di diritto nella mia Top 10 delle chitarre più brutte e di cattivo gusto che abbia mai visto.


Unknown 101[Altra recensione con immagini di repertorio. Sorry]

Capita spesso che mi vengano proposti strumenti da migliorare o richieste su cosa fare 'pimpare' il proprio strumento. Spesso mi viene chiesto di eseguire queste modifiche su strumenti Squier o Epiphone. Se per il secondo marchio so di poter contare, almeno nella maggioranza dei casi, su una buona base che regala ampi margini di miglioramento, per la sottomarca di casa Fender ogni intervento è un po' un balzo nel buio. Ogni strumento fa storia a sè e non sempre si può sapere a priori cosa capiterà in mano. 

Se con strumenti della serie "Classic Vibe" hai una discreta garanzia di trovarti un'ottima base, spesso migliore rispetto alle messicane di casa Fender, con le altre serie la sorpresa è sempre dietro l'angolo. Sorpresa sia in positivo che in negativo. Ho avuto in mano delle Squier impossibili da suonare, con manici indegni, come strumenti ottimi. 


Fender Stratocaster 70s reissue made in Japan

Le stratocaster mancine, forse l’unico modello su cui abbiamo quasi libertà di scelta;questa è la prima recensione di tante, essendo storicamente il mio strumento più utilizzato.

 

Oggi parliamo della tanto ricercata e famosa serie E (1984-1987) che, vuoi per la rinomata produzione giapponese, vuoi per la concomitanza con il peggior periodo storico (in termini qualitativi) di Fender USA, risultano quasi mitologiche.

 


Oggi parliamo della chitarra a mio avviso più sexy che il mercato ci offre:

La Gibson ES-335 cherry dot inlays.

 

Sono stato un felicissimo possessore di questa splendida chitarra, che ahimè ho dovuto poi vendere per finanziare gli studi, in un periodo in cui, in assenza di una band, risultava come un Harley (non Benton) in garage; uno spreco.

O almeno è ciò che mi racconto, a distanza di anni, mentre cerco di non mangiarmi le mani per non averla più nel mio arsenale.

La chitarra la conosciamo tutti, suono super bilanciato ma di personalità, responsiva al tocco, cattiva, dolce, sporca, pulita, ci si fa veramente tutto.

La mia, di cui vedete le foto mentre scorrete nella lettura, era una cherry, con tanto di documentazione e custodia originale. Dalla custodia qualcuno sarà sicuramente risalito alla decade: parliamo di una 90’s, del 1997 per la precisione.

 


disclaimer: da (mettete insulto di vostro gradimento), nella fretta non ho fatto fotografie. Ergo, per questa recensione, userò foto di repertorio prese principalmente da due annunci (questo e questo). Sorry

Un amico di Lefty.it doveva passare da me per delle modifiche alla circuitazione di un suo strumento. Oltre al giocattolo che necessitava di pickup nuovi mi ha portato il pezzo forte della sua collezione, ovvero una Fender American Vintage 52 Telecaster mancina del 2012. 


Cercavo una chitarra acustica comoda, di qualità decente, da affiancare alle mie chitarre elettriche e sostituire la vecchia Zerosette di inizio anni settanta che da sempre uso come acustica da portare in giro. Le idee su cosa volessi erano abbastanza chiare: Non volevo spendere cifre enormi (rimango di preferenza un chitarrista elettrico), volevo uno strumento comodo, a scala corta, meglio se anche a cassa piccola, leggero e magari amplificato. Ovviamente, ca va sans dire, doveva essere mancina.

Prese queste specifiche, mi ero orientato sulla Martin Ed Sheeran Signature, che raccoglieva tutte queste caratteristiche. Ero già orientato all'acquisto, fino a quando parlando con Luca (mio socio nel progetto Lefty), mi consiglia la LXK2.


IMG 9049Oggi si parla di un pezzo del mio cuore... uno dei primissimi effetti che abbia mai avuto. Ad essere precisi, il primo overdrive che abbia mai utilizzato, prestatomi da un amico (lo usavo per fare Creep dei Radiohead al tempo). In seguito lui si innamoro' del mio Boss Ds-1 (che e' il mio primo effetto acquistato) ed in breve lo scambio fu fatto. Correva il 1998 e da allora il Boss Os-2 e' mio fedele compagno di viaggio, anche se da un po' di tempo non fa capolino nella mia effettiera principale. Un po' per affetto, ma soprattutto per la gamma di colori che puo' regalare, non ho mai preso in considerazione nemmeno per ipotesi dell'idea di separarmene.

Il Boss Os-2 e' uno dei pedali piu' longevi della famiglia dei pedalini singoli della casa giapponese. E' praticamente sempre rimasto a catalogo da quando mi interesso di strumenti musicali elettrici ed affini... e non credo sia assolutamente un caso.

IMG 0101Da sempre Boss e' sinonimo di loop station ed e' normale, quando si vuole aggiungere al proprio arsenale un pedale in grado di campionare e gestire uno o piu' loop si guardi all'offerta dell'azienda giapponese. In questi anni pero' la concorrenza non e' stata a guardare e soprattutto Digitech e' stata in grado di offrire prodotti sempre piu' interessanti ed in grado di ritagliarsi un posto al sole.

I prodotti della linea JamMan hanno decisamente alzato l'asticella, portando la competizione su livelli piu' alti alla ricerca di feature in grado di migliorare l'offerta ed invogliare piu' musicisti a sceglierli.

  1. Latest
  2. Piu' cliccati

Lefty.it sfrutta i cookie per migliorare l'esperienza di fruizione di lefty.it. I cookie sono parte essenziale per la piena fruizione di questo portale. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information