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s l1600 13Gli anni ottanta sono una fucina per questa rubrica. E' stato un periodo molto particolare per gli effetti, dove c'era tanta creatività e meno zelotismo per certi versi rispetto a quello che ogni tanto respiro ora. Questa è una idea molto particolare e interessante, figlia del tempo. E' un pezzo di cuore per me, è stata la mia prima pedaliera.


Lefty.it è nato in provincia di Brescia, tra la bassa (dove sono originario) e il lago d'Iseo (dove è originario Luca). Amo sempre dire che Brescia è vivissima ma se ne vergogna. Ha tantissime proposte, tantissima vita, ma poco pubblicizzata. Anni fa Brescia era stata definita "la roccaforte indie" per la quantità di gruppi e di musicisti bresciani. Tante piccole eccellenze, spesso ingiustamente poco celebrate o poco raccontate. A livello di strumenti musicali non siamo da meno. Abbiamo un produttore di pedali e amplificatori del calibro di Jad&Freer (se non lo conoscete, avete qualcosa decisamente da recuperare). Tra queste eccellenze sommerse c'è un piccolo produttore di effetti, BurnFX, mio compaesano.


Seconda puntata della rubrica "Something weird from the past". Se originariamente, quando avevo iniziato a immaginare questo angolo di Lefty, mi immaginavo di parlare soprattutto di materiale uscito tra la fine degli anni settanta e l'inizio dei novanta, stavolta ci spostiamo relativamente vicino nel tempo. Stavolta parleremo infatti del Morpheus Capo.


Alla terza recensione su una loop station credo sia evidente la mia predilezione per queste soluzioni. Trovo molto utili le loop station, soprattutto per chi come me normalmente non ha qualcuno a fargli il ritmo oppure si trova a suonare da solo. Data l'importanza che ha per me, è stato naturale cercare di salire di livello e vedere ciò che il segmento più alto del mercato propone. La RC-300 infatti fino a poco tempo fa era il modello di punta di casa Boss per questa tipologia di strumenti, solo di recente superato dalla nuova nata in famiglia, ovvero la RC-600.


Da tempo fantasticavo di creare una specie di rubrica dal titolo "something weird from the past". Una specie di rubrica dove raccontare idee alternative, particolari o soluzioni interessanti del passato che non hanno avuto il successo sperato. Soluzioni che magari hanno fatto da apripista, senza i quali prodotti che oggi hanno successo non avrebbero mai potuto ottenere quanto oggi raccolgono.

Non credo ci sia oggetto migliore per iniziare che partire dal Yamaha DG-Stomp.


20220216 195254167 iOSEra da un po' che dibattevo con amici su come il livello delle chitarre elettriche di fascia bassa si sia enormemente elevato rispetto a 20 anni fa. Riprendere in mano le chitarre di allora e analizzarle con gli occhi attuali è una strana esperienza: tanti particolari che allora erano normali oggi si tende a considerarli inaccettabili pure su una chitarra entry level. La chitarra che andiamo a presentare oggi è appunto di questa fascia di prezzo.


91783679 3269836523045134 222141974906404864 nArticolo a cura di MICHELE QUIRICONI

Appare nel listino Ibanez a partire dal 1982 nella linea “vintage” (la scritta compare in piccolo sotto il logo sulla paletta). Anche se la forma della paletta subisce una modifica a partire dal 1989

La sigla “V” indica infatti la serie Vintage.


IMG 20190825 103402G&L nel tardo 2012 lanciò sul mercato una nuova versione della Asat, stavolta basata su pickup AlNiCo e non sui classici MFD progettati da Leo Fender. L'idea era quella di replicare quanto fatto con la Legacy, ovvero creare due versioni parallele dei propri flagship model: da una parte lo strumento in versione più moderna, dotato di pickup ceramici MFD (S-500 e Asat Classic), dall'altro una versione più adatta agli amanti delle sonorità vintage e quindi dotato di pickup AlNiCo (Legacy e Asat Classic AlNiCo).


ifusion tv52 001La iFusion Tributer TV52 era uno dei modelli di punta di iFusion, marchio creato da un negozio inglese, The Guitar Emporium. Come fece anni fa Thomann in Germania, anche i ragazzi di TGE hanno provato la via della creazione di un proprio brand da declinare verso un bacino di utenza 'on the budget'. La particolarità di questo negozio fu quella di puntare su strumenti mancini e quindi di creare un'offerta di strumenti semplice, ma specificatamente mancina. Qualche strumento destro disponibile, ma soprattutto chitarre mancine. Una cosa meritoria che però evidentemente non ha pagato, vista la decisione di chiudere maturata nel 2018 e di interrompere l'esperienza.


L'idea di scrivere questo articolo è nata a fronte di ciò che vedo quotidianamente nel poco tempo che il mio lavoro lascia. In quel poco tempo mi capita di navigare a caso o sui social e quindi di imbattermi in annunci di strumenti musicali. Sempre più spesso mi trovo di fronte a truffe e contraffazioni. Alcune di queste fatte in buona fede (e con altrettanta buona fede ammesse, senza sapere di essersi appena dichiarati colpevoli di reato), altre fatte in malafede (sapendo benissimo di truffare). Alcune di queste sono veramente palesi, al limite del fantozziano. Altre sono molto molto molto fini e difficili da riconoscere senza esperienza e un occhio molto attento. 


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