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pgm301-01L'idea di questo progetto e' nata per una esigenza pratica: degli amici mi avevano chiesto una mano per mettere a posto una Ibanez Paul Gilbert piuttosto malconcia. Aveva lo switch da sostituire ed in piu' un pickup in risonanza.

Lo switch che montava in origine era il VLX91, ovvero un elemento a 5 posizioni con 4 poli configurabili indipendentemente. Simile a quello usato per i black beauty files (la differenza e' che quello usato in quei diagrammi era rotativo, questo si muove esattamente come un selettore per Stratocaster) e' un elemento molto costoso. Poiche' non ne avevamo uno a disposizione, ho deciso di sviluppare un circuito equivalente ma senza la necessita' del VLX91.

IMG 0071Il Lefty.it MiniPlaymaker nasce da una mia esigenza specifica: avevo la necessità di un effect switcher che mi permettesse di attivare o disattivare una intera catena di strumenti in un colpo solo.

Avendo una catena piuttosto lunga e non del tutto immune da rumore e problemi di impedenza, desideravo un prodotto che integrasse anche dei buffer che regolassero le impedenze sia in ingresso che in uscita.

Se era possibile eventualmente trovare sul mercato degli switcher con un buffer all'ingresso, la ricerca di un prodotto che controllasse anche l'uscita e le impedenze sul send e sul return della catena non ha dato nessun esito. Forse non ho fatto una gran ricerca, ma nessun prodotto commerciale aveva le caratteristiche che cercavo.

Da questo nacque l'idea di produrre da me ciò che cercavo.

JimmyPageGlamContinuiamo il nostro viaggio tra i circuiti che ho progettato per la Gibson Black Beauty 3HB.

Stasera proponiamo la soluzione piu' radicale, che ha come obbiettivo quello di garantire al musicista tutti i suoni classici di una Les Paul a cui aggiungere delle configurazione tipicamente da Stratocaster per rendere il tutto piu' particolare.

JimmyPageGlamContinuiamo il nostro viaggio tra i circuiti che ho progettato per la Gibson Black Beauty 3HB.

Stasera proponiamo una idea molto particolare, che ha come obbiettivo quello di garantire al musicista tutti i suoni classici di una Les Paul e non solo.

JimmyPageGlamContinuiamo il nostro viaggio tra i circuiti che ho progettato per la Gibson Black Beauty 3HB.

Stasera proponiamo una leggera variazione di quello presentato nella prima puntata.

JimmyPageGlamLo ammetto: ho sempre avuto un pallino per la Gibson Black Beauty, nella sua versione con 3 pickup. Bella, bellissima da vedere forse un po' meno forse da mantenere (si sporca con niente).

Quello che non ho mai amato di questo strumento e' il circuito elettrico e le scelte fatte dalla casa madre: scelte che la rendono cupa come suono e che non permettono di sfruttarne le potenzialita' che ha in se'. Configurazione che inoltre ha un peccato capitale: non permette di utilizzarla come fosse una Les Paul normale. Ovviamente, non potevo resistere a progettarne una serie di possibili varianti e disegnare innumerevoli circuiti.

IMG 9267Spesso, quando chiedo come sviluppare o migliorare uno strumento, certi particolari risultano indigesti. Il mio obbiettivo e' quello di fare uno strumento realmente su misura per il proprietario, che al meglio si adatta ai suoi gusti ed alle sonorita' che ricerca.

Uno dei problemi principali e' quello relativo ai condensatori. Essi, come gia' raccontato, hanno un impatto forte sul suono finale dello strumento, ma rimangono un componente molto sottovalutato, persino dai migliori liutai. Spesso persino gli utenti stessi ne ignorano l'importanza e, quando chiedo cosa mettere, non sanno che rispondere (anche perche' il 90% e oltre dei musicisti nemmeno sfruttano i potenziometri del tono).

Per aiutare in questa scelta, ho sviluppato un circuito semplicissimo, che permette di provare piu' condensatori in un colpo solo, in modo da saggiarne subito l'impatto e capire quale si adatti meglio al proprio ideale di suono e quale invece sia da evitare.

2012 fender telecaster tele 3-color-sunburst electric guitar 1151190-3Fender, dopo l'uscita di CBS e grazie all'operato di Schultz e del suo staff torno' al ruolo che gli spetta, ovvero di un produttore in grado di unire moderno e classico, di rileggere i propri modelli di maggior successo in funzione di cio' che i musicisti richiedono ora.

In quest'ottica e' da leggere l'ultima evoluzione della Telecaster. Nel 2000 la American Standard subi' una decisa revisione nella circuitazione, in modo da adattarsi meglio al mercato ed alla domanda.

fenderjazzbassspecialQuesta settimana mi e' stato chiesto di riparare un Fender Jazz Bass Special.

E' un basso molto particolare, prodotto a cavallo di metà anni ottanta in Giappone. In quel periodo la Fender Japan godeva di una certa indipendenza rispetto alla casamadre americana, che l'aveva portata per esempio ad intuire e dare soddisfazione a quella platea di musicisti che chiedevano strumenti di qualita' che richiamassero i prodotti storici di Fender, lontani dal basso livello a cui la CBS aveva abituato. La creativita' del branch giapponese non si limitava ai soli strumenti reissue... furono prodotti diversi strumenti molto particolari e abbastanza creativi.

4864 Fender American Standard Telecaster Left-Handed 3TS US11031051 1Il 1987 fu un anno importante per la Fender Music Instruments Company… nata un paio di anni prima, aveva scontato duramente il fatto che nell'accordo che sanciva la fine della CBS era non fossero stati inclusi gli stabilimenti produttivi ed i macchinari. Furono creati nuovi stabilimenti, che pero' impiegarono 18 mesi per entrare a regime produttivo.

Fender inoltre scontava i risultati di vent'anni nelle mani della CBS, la cui politica di contenere i costi a discapito della qualità dei prodotti aveva appannato la stella del marchio, portandolo in un progressivo declino di consensi, sia per la scarsa qualità dei prodotti offerti che per l'abilità di altri produttori di interpretare meglio le nuove esigenze ed i gusti del tempo. A questo si aggiungeva il momento storico, in cui la progressiva delocalizzazione delle industrie manifatturiere non aveva lasciato intatto nemmeno il settore degli strumenti musicali. In poche parole, ci si domandava se fosse ancora possibile una produzione statunitense di tali strumenti.

In questo quadro, tutt'altro che roseo, il margine d'errore per il nuovo management di Fender era pressoché nullo. Sbagliare strategia sarebbe significato perdere forse l'ultima possibilità di invertire la parabola di declino del marchio. Sbagliare poteva essere la fine della corsa.

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