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Districarsi tra le... Distorsioni Featured

IMG 8754Questo articolo nasce da una esigenza reale: aiutare un utente alle prime armi ad essere aiutato, e quindi capire meglio cosa volesse quando chiedeva consigli per ‘un distorsore’.
‘Distorsore’ e’ un termine molto abusato e che può sembrare indicare una famiglia di effetti, che però negli anni è molto cresciuta fino a mettere assieme sonorità molto diverse… normalmente, per quanto mi riguarda, uso il termine ‘comparto distorsioni’, lasciando il termine ‘distorsore’ ad una ben specifica sottocategoria che sarà descritta in seguito.
In questo articolo quindi parleremo di questo comparto (che, volenti o nolenti, e' parte fondamentale di ogni effettiera), quello appunto delle distorsioni e di ciò che distingue una famiglia dall’altra.


Prima di tutto, un po’ di storia: Quando nacque il suono distorto? Furono i primi bluesman degli anni trenta... scoprirono che, portando al massimo il pot del volume, esso dopo un certo livello non saliva... ma ottenevi un suono piu' pieno e sporco... ottenevi un suono che non era pulito, ma decisamente interessante!!! Avevano, in poche parole, scoperto la saturazione.
od9Anni dopo, attorno agli anni sessanta, iniziarono ad apparire i primi pedalini... furono i primi tecnici del suono, mettendo assieme quanto disponibile e combinandoli con le loro conoscenze, a creare queste scatolette magiche… erano effetti molto semplici dal punto di vista elettronico, ma che offrivano nuove sonorita' mai sentite prima... erano sonorita' sporchissime e poco definite, ma che regalavano nuovi modi di suonare la chitarra! Erano i primi fuzz, effetti 'ignoranti' ma che segnarono un'epoca.
Da li' in poi fu un fiorire di suoni, idee, evoluzioni, fino ad oggi.
Oggi il mercato, anche solo rispetto ad una quindicina di anni fa, e’ cambiato molto: gli ultimi anni, Internet ha allargato molto il mercato dando visibilità ad una serie di piccoli e piccolissimi produttori, una volta irraggiungibili. La conoscenza delle circuitazioni e questa nuova disponibilità ha allargato tantissimo l’offerta, che ora e’ tutto un fiorire di pedali, varianti, sfumature, sonorità che oggettivamente quando ho iniziato a suonare era impensabile (al tempo c’erano disponibili pochi marchi più magari qualche amico di amico che si diceva fosse in grado di realizzare dei cloni di pedali che non avevamo mai visto. Gia’ leggere cosa proponesse AnalogMan sembrava fantascienza, un qualcosa di irraggiungibile… e, peraltro, a proporlo online c’era solo lui).
Normalmente, nel comparto delle distorsioni (distorsioni, non distortori), si delineano 3 grosse famiglie, piu' una specie di interregno ai loro confini:
Fuzz: sono i primi circuiti usciti sul mercato... hanno la caratteristica di avere un gain altissimo e non sempre controllabile. Sono spesso circuiti tanto semplici quanto rumorosissimi. Distorcono su praticamente tutta la gamma. Di questa famiglia fanno parte i celeberrimi Colorsound Tonebender (effetto usato da tantissimi artisti e gruppi. E’ presente in tutto il White Album dei Beatles, ma anche nei primi album dei Led Zeppelin... giusto per fare due nomi), il Electro Harmonix Big Muff (basta un solo nome: David Gilmour) o il Fuzz Face (uno degli effetti che caratterizzo' il suono di Jimi Hendrix). Sono disponibili sul mercato una pletora di effetti diversi per questa famiglia… vanno da elementi molto economici fino a prezzi fuori mercato, come ad esempio sono le evoluzioni che Cornish ha fatto dei Muff. Le soluzioni con cui sono realizzati sono molto diverse: vanno da transistor e diodi al germanio (gain più alto e meno controllabile) fino a prodotti basati su componenti al silicio. Sotto lo stesso marchio e’ possibile trovare entrambe le soluzioni (Colorsound nel tempo ha creato i propri Tonebender sia basandosi su transistor al Silicio che al Germanio. Stesso discorso per Electro Harmonix). v3 order switch2bSoprattutto se si parla dei pedali originali, spesso il suono può variare molto da un esemplare all’altro (per esempio, sempre a proposito del Tonebender, quando gli eredi di Macari’s e del marchio Colorsound hanno iniziato a lavorare ad una riedizione del MK-II e del MK-III hanno fatto una scoperta molto particolare: non esistevano due pedali identici come circuitazione o come componenti utilizzati. Al tempo i loro padri hanno realizzato i vari Tonebender in funzione degli ordini e di quello che trovavano come componenti/avevano in casa, senza creare uno standard. Ogni esemplare era quindi qualcosa di unico sotto tutti i punti di vista. Per realizzare la riedizione decisero di fare una specie di Deathmatch tra la ventina di pedali a loro disposizione: li provarono a due a due, decidendo di volta in volta quale scartare e quale tenere, fino ad arrivare a quello che, a loro dire, suonava meglio. Non c’era altra soluzione, oggettivamente).
Overdrive: sono l'evoluzione in versione pedale di quanto raccontato sulla saturazione. Questo tipo di effetti ha lo scopo di alzare molto il livello di uscita del segnale, in modo che l'ampli lo riceva e vada in saturazione. Normalmente sono pedali che possono avere anche buon gain, ma normalmente sono caratterizzati da un suono piu' medioso o comunque piu' orientato verso le frequenze medie. In questo comparto e’ possibile trovare di tutto... da overdrive a basso gain (tipo il mai abbastanza amato TubeScreamer) come pedali ad altissimo gain. L’elemento fondamentale rimane comunque il fatto di non snaturare la forma d’onda (alcuni pedali tagliano le frequenze tramite il potenziometro del ‘tone’, ma di fatto la forma d’onda e’ quella, seppur tagliata). In questa famiglia sono presenti anche pedali come il Klon Centaur, considerato il Sacro Graal degli overdrive o effetti nuovi e potenti come ad esempio il Lovepedal Kalamazoo
ped001Distorsori: sono circuiti che modificano la forma d'onda e quindi creano/simulano il clipping in modo che all'ampli arrivi il suono gia' distorto. Se il overdrive genera la distorsione, il distorsore la simula. Questa e' la differenza fondamentale. Normalmente, i distorsori operano molto esaltando frequenze alte e basse (e tagliando le medie). In questa famiglia, che ha colorato i suoni di tantissimi generi nel corso degli anni, a lungo ha fatto da padrone Boss con i propri prodotti. E’ imprescindibile ancora oggi il Boss ds-1. Bastano pochi minuti a giocare con esso per accorgersi di quante sonorità ‘conosciute’ possa dare… oppure il ds-2 Super Distortion, pedale tutt’oggi famosissimo per aver caratterizzato il suono di alcuni capisaldi del Grunge.
oltre a questi ci sono i Booster o mid boost (simili come idea all'overdrive, ma dotati di un gain molto piu' basso) ed una pletora di pedali che sono a meta' tra una famiglia e l'altra, non sempre facili da collocare... un esempio e' il ProCo Rat... pedale che e' a meta' tra un overdrive ed un distorsore.

Altra famiglia che sta ottenendo grande successo in questi ultimi anni e’ quella dei pedali che hanno come scopo simulare o comunque avvicinarsi alle sonorita’ di amplificatori storici.
Se all’inizio questo gruppo di pedali era caratterizzato da effetti digitali che cercavano di simulare qualcosa di analogico (comunque pedalini), di recente sono spuntati come funghi strumenti analogici che più o meno si avvicinano alla distorsione offerta da amplificatori… si va dai mitici Plexi (per esempio l’ottimo Carl Martin Plexitone a doppio canale, un prodotto veramente fantastico) ad amplificatori di casa Fender (alcuni realizzati da Boss con marchio Fender e con il supporto diretto della FMIC) o Hiwatt (per esempio i Catalinbread WIIO o il RAH, che emula il suono degli Hiwatt usati da Jimmy Page per il celeberrimo concerto della Royal Albert Hall). In questa pletora di imitazioni ce ne sono alcune più fedeli, sia come risultato che come circuitazioni, altre meno (molti per esempio per ovvie questioni di spazio usano una circuitazione basata su JFET invece delle valvole originali). In questo caso l’unico modo per districarsi e’… il proprio orecchio: se si cerca quella sonorità, andare sul l’emulatore/simulatore che più si avvicina al suono che si vuole ottenere, anche in funzione del proprio amplificatore e del proprio strumento (per esempio molti lamentano che il Catalinbread RAH funziona bene solo con gli humbucker, mentre coi single coil rende male).

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